VOCABOLI IN NAPOLETANO ANTICO
          ( NEAPOLITAN OLD WORDS )

A
abbabbia'
v. tr.
allettare qualcuno con promesse.
a botavràccio
loc avv.
descrivere un cerchio col braccio per schiaffeggiare qualcuno.
Accuppatura
          riempimento di un contenitore

ammartenato
         persona che si atteggia a guappo, da spavaldo con gli altri. 

B
babbasone
agg.
corpulento e sciocco.
C
caiòla
           gabbietta in cui svolazzano gli uccellini ma l'antico termine
           indicava soprattutto il posto della vedetta sull'albero maestro delle navi.
           si chiama caiòla anche il ponte di legno che i muratori appoggiano ai
           due lati per poter lavorare su pareti alte. 

calandriello
           modo di vestire da montanaro. 

 calapino

s. m.
grosso libro, vocabolario, dizionario.
calimma
s. f.
calore.

cannacca
        
collana che indossano le donne. 

centrella 
      
  rinforzo del tacco e a volte anche della punta della scarpa, fatto di ferro ed a forma di un quarto di luna, con tre
        buchetti distribuiti nella sua lunghezza, per infilarvi i chiodini di fissaggio alla scarpa.
(Grazie a Pasquale)

ceriare
        
l'esatta dizione di questo vocabolo e' "Cerria'", e vuol dire guardare
         in cagnesco o minacciare con uno sguardo 

currea o correja
        cintura, in genere di cuoio, che sostiene i pantaloni. 

D
denucchiaturo
s. m.
inginocchiatoio.
E
énfrece (ad énfrece)
loc. avv.
scambievolmente, reciprocamente.
F

Farfariello
           folletto, diavoletto 

 
faccefronte
avv.
di fronte, di rimpetto.
s. m.
confronto, interrogatorio per riconoscimento.
 
Franfellicche
dolcetti di zucchero tipici di Napoli
 
G
gabbamùnno
s. m.
beffatore, furto, imbroglione.

guainella
      
tipica sassaiola in cui si cimentavano tutti, o quasi, i ragazzini
         organizzati in bande rivali e concorrenti. Scugnizzi che spesso
         facevano bersaglio ignari passanti.Azione deplorevole e sleale.

 

H
I
illo
pron. m.
egli, lui.
J
jacuvèlle
s. f.
intrigo, pettegolezzo, moina, giochetto, cosa non fatta sul serio.
 
Jammone
         persona molto grossa di presenza. 

Janara
      
donna cattiva, strega, brutta, malefica. 

L
lacèrta
s. f. zool.
lucertola.
trasl.
ragazza emaciata, molto magra.
Locena
         
ha due significati.Il primo lo si usa solo per indicare ai macellai
          la parte di taglio della vacca che va dalla punta del petto alla spalla.
          l'altro  indica  la "bagascia, donnaccia"
M
maccarìa
s. f.
tempo afoso senza un filo d'aria; calma di mare.
trasl.
ristagno di affari; quantità di frutti schiacciati, gran quantità di merce a poco prezzo.

Muscarielle 
         un naso capace di percepire qualsiasi odore


Muccaturo
        
il fazzoletto.
N
naca
culla, lettino per bimbi

'Nziria
        
il capriccio, il piagniucolio, la bizza fatta dal bambino. 

'Nzoccà
       
troncare o interrompere. 

'nzuvarato
       
gustoso da morsicare. Deriva dal suvaro, il sughero che,
        teoricamente, addentandolo produce una sensazione piacevole 

       altre fonti attribuiscono il termine al succo di sorba (sovera) non matura
       o di Kaki (Cachiss) non maturo che "allappa" la bocca rendendola attaccaticcia

 

O
occhiarìnolo
agg.
di giovanotto galante che strizza l'occhio alle belle ragazze.
P
pàbulo
s. m.
dialetto, godimento, pascolo (dello spirito).

paranza
           con questo termine si indica sia la grossa barca a vela che
           una fila di piu' persone. 

pazzariello
           la persona giocosa, briosa, gioviale ma il termine e' molto
           piu' conosciuto per indicare quel tipico banditore che, accompagnato
           dalla musica, girava per le strade di Napoli facendo propaganda a
           negozi di recente apertura o di nuovi prodotti. 

pignata
        
 la pignata e' la pentola in cui si cuociono i cibi. .
          la usavano,pare, anche le fattucchiere per i loro sortilegi
.

puntunera
          la "puntunera" detta anche "pontonera" e' la prostituta.

Q
quàcchio
s. m.
cappio, nodo scorsoio.
quaquarchia
          donna brutta e spregevole. 
R
rabbà'
s. m.
baverino inamidato bianco cadente sulle toghe dei professori universitari e dei magistrai;
cravatta grigia da non annodare che si adoprava sul tight.
rotechea'
v.
camminare in modo instabile.
S
 
sciucquaglio
          e' uno di quegli oggetti tanto amati dalle donne con cui si
          odornano le orecchie ed il collo. Infatti gli orecchini ed i 
          pendenti in genere vengono identificati in sciucquaglie. 

semmenzella
          Piccolo chiodino usato per diversi lavori, come ad esempio 

          mantenere la centrella sotto lee suole delle scarpe.

sinale
          Il Sinale e' il grembiule che, allacciato dal collo in giu',
          protegge la massaia da eventuali imbrattature dovute al
          lavoro in cucina.

solachianiello
         Il Solachianiello era  il mestiere del "compra e getta"
         Si occupava del risuolamento e, piu' in generale, della
         riparazione delle scarpe. Insomma il ciabattino, il calzolaio.

strangulaprievete
        Questo vocabolo, con cui indichiamo gli gnocchi, in origine
         gli gnocchi erano di pasta dura tale che, si diceva, arrivassero
         addirittura a strozzare i preti!!! Infatti si chiamano anche "strangulamuonece".

T
tabàna
s. f.
sottana da donna;
specie di soprabito.
U
ucciaè
loc.
per indicare i mori in genere.
V
vacantarià
s. f.
vacuità, vanità, vanezza.
Z
zabbarrone
s. m.
uomo rozzo, acciarpatore.
zeccola
          Con la zeccola si identificano i nottolini o paletti che servono
          a tenere ferme le porte o le finestre.
zenzola
         Si vuole indicare, con questo termine, un brandello di stoffa,
         uno straccio, un cencio, insomma, na' pezza!
.